Sono tornato questa settimana da ventuno giorni di ferie lunghe, rilassanti e divertenti. Aiuto!!!
I primi tre giorni della settimana li ho passati a smarcare task qui e là, riprendere le fila delle cose lasciate a fine luglio e contemporaneamente cercare di convincere corpo e mente che:
- E’ davvero ora di tornare a lavorare
- Fa caldo sì, ma non così tanto dai!
- Il mare è lontano
Purtroppo questa cosa non mi è ancora riuscita del tutto, tanto che ieri mi sono convinto di non potercela fare da solo. Fatto il primo passo (consapevolezza della propria magra condizione
) dovevo solo trovare l’aiuto giusto. Così mi sono finalmente deciso ad aggiungere un altro tassello al mio percorso di aspirante sviluppatore agile: la Tecnica del pomodoro.
TECNICA DEL POMODORO, COSA E’?
E’ una tecnica di gestione del proprio tempo lavorativo, un insieme di poche regole utili per portare a compimento i propri compiti. Gli obiettivi della tecnica sono quelli di aumentare la produttività, la consapevolezza di quello che si fa (e di quanto tempo si impiega per farlo) e più in generale migliorare la qualità del proprio lavoro, riducendo lo stress. Nasce nell’ambiente dello sviluppo software ma può essere applicata efficacemente ad altri ambiti, come lo studio o l’organizzazione delle faccende di casa, anche perché non necessità di alcun software o conoscenza informatica per essere applicata.
REQUISITI
Per iniziare servono essenzialmente:
- Un timer, va bene un timer da cucina (il famoso Pomodoro, da cui il nome), ma se come me faticate a trovarne uno di metà agosto vanno bene anche altri timer ![]()
- Una lista di cose da fare, preferibilmente in ordine di priorità.
COME SI APPLICA
Le regole sono poche e semplici:
Si sceglie il task da lavorare, si imposta il “pomodoro” a 25 minuti (l’unità minima di 25 minuti è indivisibile), si inizia l’attività e per i successivi 25 minuti si fa solo quello. Il suggerimento va preso alla lettera: niente mail, niente telefonate, niente sms, niente musica, niente pausa pipì. Niente che non riguardi il task insomma.
Terminati i 25 minuti ci si ferma e ci si riposa per cinque minuti; sms, musica, pipì, quello che volete, purché NON riguardi il task terminato o i task successivi. Il riposo è sacro!
Ogni quattro pomodori completati si fa una pausa più lunga, ad esempio di 15 minuti, ma mai più lunga di un pomodoro.
L’ultima regola riguarda le interruzioni: se interviene qualcosa o qualcuno ad interrompere il vostro lavoro, il pomodoro termina.
A fine giornata potrete contare quanti “pomodori” (completati e interrotti) avete speso e per quali attività, ma non solo. Sul periodo medio-lungo infatti, il riepilogo potrà darvi anche una stima di quanto tempo impiegate a fare cosa, e quanti “pomodori” in media avete a disposizione per portare a termine i vostri task ogni giorno (non sarete mica così ingenui da pensare di avere otto ore a disposizione, vero?
)
Questo è quanto, o meglio questo è tutto quello che c’è da sapere di essenziale, ci sono infatti altre regole (ad esempio sulla suddivisione dei task molto grandi o l’accorpemto di task piccoli), comunque sul web trovate un sacco di materiale e di esperienze. Io mi limito a segnalarvi:
- Il sito ufficiale della tecnica del pomodoro
- Una presentazione di Federico Gobbo e Matteo Vaccari, che spiega bene praticamente tutto quello che c’è da sapere
- Il libro in versione PDF sulla tecnica del pomodoro scritto dal suo inventore, Francesco Cirillo
- Una pagina di risorse utili
Se poi siete anche dei felici possessori di iPhone, vi segnalo “Pomodoro” un’applicazione che integra il timer e una todo list, per tenere traccia di tutti i vostri task.